Smog e auto invadono le città italiane, a discapito della salute dei cittadini. Nel 2018 superati i limiti previsti dalla legge per 55 capoluoghi di provincia.

 

Come è emerso dal rapporto annuale dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), redatto nel 2018 con dati aggiornati al 2015, ogni anno in Europa sono più di 422.000 le morti premature per inquinamento atmosferico e purtroppo l’Italia si posiziona tra i peggiori paesi europei, con più di 60.600 decessi solo 2015.

Numerose città italiane infatti sono soffocate dallo smog, l’aria è irrespirabile e concentrata di sostanze inquinanti per diversi mesi all’anno, non solo nel periodo invernale come spesso si crede, ma anche in quello estivo. Le sostanze più pericolose che respiriamo sono il particolato sottile PM 2,5 e gli ossidi d’azoto, entrambi originati soprattutto dal traffico.

Mal’aria 2019, il dossier annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico in Italia, sostiene che il 2018 è stato un anno da codice rosso per la qualità dell’aria. Lo scorso anno infatti, in ben 55 capoluoghi di provincia sono stati superati i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l’ozono (35 giorni per il Pm10 e 25 per l’ozono). In 24 dei 55 capoluoghi il limite è stato superato per entrambi i parametri, con la conseguenza diretta sulla salute dei cittadini che hanno dovuto respirare aria inquinata per circa 4 mesi nell’anno.

La classifica delle città che nel 2018 hanno superato il maggior numero di giornate fuorilegge è la seguente: Brescia (Villaggio Sereno) con 150 giorni (47 per il Pm10 e 103 per l’ozono), Lodi con 149 (78 per il Pm10 e 71 per l’ozono), Monza (140), Venezia (139), Alessandria (136), Milano (135), Torino (134), Padova (130), Bergamo (127), Cremona (127), Rovigo (121). Tutte le città capoluogo di provincia dell’area padana (ad eccezione di Cuneo, Novara, Verbania e Belluno) hanno superato almeno uno dei due limiti. La prima città non ubicata nella pianura padana è Frosinone, nel Lazio, con 116 giorni di superamento (83 per il Pm10 e 33 per l’ozono), Genova con 103 giorni (tutti dovuti al superamento dei limiti dell’ozono), Avellino con 89 (46 per il Pm10 e 43 per l’ozono), Terni con 86 (rispettivamente 49 e 37 giorni per i due inquinanti).

 

Tabella 1: Giorni totali di superamento dei limiti previsti per le polveri sottili (Pm10) o per l’ozono nei capoluoghi di provincia italiani nell’anno solare 2018. Fonte: elaborazione Legambiente su dati Arpa o Regioni

 

NB: in rosso i giorni totali di superamento delle città in cui si è registrato nel 2018 sia il superamento dei limiti del Pm10 che dell’ozono. In nero i giorni di superamento del limite previsto per l’Ozono (25 giorni all’anno); per la città di Ferrara si riportano i giorni di superamento previsti per le polveri sottili (35 giorni all’anno).

 

Tabella 2: Qualità dell’aria: polveri sottili (PM10). Fonte: Ecosistema Urbano 2018 di Legambiente

 

I dati sopra elencati rendono ancora più evidente quanto sia importante, per la nostra salute, respirare aria pulita e vivere in ambienti sani.

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Fonte: Legambiente