La riqualificazione del foro finestra la si può fare in vari modi:

  • Sostituendo solo i serramenti e lasciando il vecchio cassettone;
  • Sostituendo i serramenti e anche il vecchio cassettone con uno in pvc;
  • Sostituendo i serramenti e anche il vecchio cassettone con uno certificato;

Nel seguente articolo analizzeremo questi tre punti, osservando le diverse prestazioni e conseguenze di ogni intervento, ma prima facciamo una premessa: le vecchie finestre (anni ’60 – ’80) sono in legno o in alluminio a taglio freddo, dotate di un singolo vetro e causano enormi dispersioni termiche. Stessa cosa si può dire anche per i vecchi cassonetti di legno, che rappresentano il punto più critico dell’interno vano serramento.

Negli anni sono stai creati appositi strumenti che consentono di eseguire una mappatura completa delle temperature presenti sulle pareti dell’abitazione. L’ispezione termografica, tramite un’apposta termocamera, permette di analizzare la differenza di temperature che si generano all’interno e all’esterno della casa. Quello che si vede in una termografia sono zone di colori differenti: le zone di colore giallo e rosso rappresentano le aree dove c’è calore, in gradazione cambiano colore fino ad arrivare a zone di colore violetto e blu scuro che sono quelle fredde. Questo ci consente di individuare dove sono posizionati i ponti termici, al fine di eliminare definitivamente i problemi di infiltrazioni d’aria e, di conseguenza, gli eccessivi consumi per il riscaldamento ed il raffrescamento.

termocamera e termografia

Fig. 1 Esempio di termocamera e termografia di una finestra

Cosa succede se sostituisci solo il serramento?

Il primo caso che analizzeremo è il confronto tra finestra vecchia con cassonetto vecchio e finestra nuova con cassonetto vecchio.

Nella fig. 2 (immagine a sinistra), ovvero il caso con finestra vecchia con cassonetto vecchio, è possibile notare come in una condizione ambientale interna di 20° C ed una esterna a zero 0° C, la trasmittanza termica dei vecchi serramenti presenta un valore molto alto pari a U=3,50 W/m2K. Lo stesso discorso vale per la trasmittanza termica del cassonetto tradizionale che presenta un valore pari a U=3.50 W/m2K. Un valore così alto rappresenta un dato negativo perché significa che il materiale non è molto isolante e permette quindi la dispersione termica. In questa situazione, in genere, il serramentista consiglia al cliente di sostituire i vecchi infissi con nuove finestre più performanti sotto l’aspetto termico e acustico.

termografica del sistema tradizionale anni ’60-’80 con vecchio serramento e vecchio cassonettotermografica di una nuova finestra performante abbinata al vecchio cassonetto

Fig. 2: A sinistra possiamo vedere l’immagine termografica del sistema tradizionale anni ’60-’80 con vecchio serramento e vecchio cassonetto, con una temperatura ambientale interna di 20°C e una condizione esterna di 0°C.A destra possiamo vedere l’immagine termografica di una nuova finestra performante abbinata al vecchio  cassonetto, con una temperatura ambientale interna di 20°C e una condizione esterna di 0°C.

 

Nell’altro caso invece, fig. 2 (immagine a destra), ovvero il caso con finestra nuova (si prende per esempio un triplo-vetro) con cassonetto vecchio, si deduce che la trasmittanza termica dell’infisso ha un valore pari a U=2,39 W/m2K. La situazione, sotto l’aspetto termico, con l’installazione delle nuove finestre è migliorata, ma non risolve del tutto la questione.

Il problema del vecchio cassonetto non coibentato rimane e rischia di inficiare le ottime performance delle nuove finestre. Come si vede dalle immagini infatti, il cassonetto ha una temperatura bassa non essendo di colore rosso e la gradazione di colori che va dal giallo al verde fino al blu denota una notevole dispersione di calore.

L’umidità tenderà a condensare non più sui vetri termici degli infissi, ma proprio nei punti deboli del vano serramento. Pertanto, agli angoli dei cassonetti, sul soffitto e ai lati adiacenti del muro si potrebbero formare delle antiestetiche muffe, dannose per la salute. In termini di isolamento il cassonetto tradizionale è quindi un vero problema, che dovrebbe essere risolto ancor prima di intervenire sulla finestra.

 

Nuovo serramento e diverse tipologie di coibentazione del cassonetto a confronto

 Sul mercato sono presenti diverse soluzioni per coibentare il cassonetto. Non tutte hanno le medesime caratteristiche e, di conseguenza, le stesse prestazioni.

La prima che analizziamo è il semplice cassonetto in PVC. Spesso si tratta di sistemi “fai dai te”, non certificati e poco adatti a una vera riqualificazione. Siccome sono realizzati con materiali poco isolanti, i risultati sono spesso deludenti sotto l’aspetto termoacustico. Se a questo si aggiunge che, il più delle volte, non riescono a raggiungere i valori minimi termici stabiliti dal D.M. del 26.06.2015, questi prodotti non dovrebbero essere immessi sul mercato. Raccomandiamo di prestare attenzione ai cassonetti in pvc dove si dichiara la certificazione in quanto, la maggior parte delle volte, quello che è certificato è il materiale utilizzato ma non la prestazione isolante dell’intero cassonetto. Si sconsiglia pertanto l’utilizzo di questi sistemi obsoleti che non migliorano in maniera significativa le performance termoacustiche del cassonetto.

La seconda soluzione che vogliamo analizzare, rappresentata dalla fig. 3 (immagine a sinistra), è la coibentazione del cassonetto con un sistema certificato, abbinato ad un nuovo serramento performante. Come si può notare dall’immagine della termografia, la trasmittanza termica del cassonetto è migliorata e presenta un valore pari a U=1,66 W/m2K. In questo caso, grazie all’utilizzo di un pannello in PVC flessibile ed altri elementi isolanti posti all’interno del cassonetto, si ottiene una migliore tenuta all’aria e prestazione termica.

termografica di una nuova finestra performante abbinata ad un cassonetto coibentato e certificatotermografica di una nuova finestra performante abbinata al cassonetto certificato Mybox

Fig. 3: A sinistra possiamo vedere l’immagine termografica di una nuova finestra performante abbinata ad un cassonetto coibentato e certificato, con una temperatura ambientale interna di 20°C e una condizione esterna di 0°C. A destra possiamo vedere l’immagine termografica di una nuova finestra performante abbinata al cassonetto certificato Mybox ad elevato isolamento termico e acustico, con una temperatura ambientale interna di 20°C e una condizione esterna di 0°C.

 

La terza soluzione che vogliamo analizzare, rappresentata da fig. 3 (immagine a destra), evidenzia uno dei sistemi migliori per l’isolamento termico ed è il cassonetto Mybox. Ottimo valore di trasmittanza termica del cassonetto che, nello specifico, è pari a U=1,40 W/m2K. Tra i cassonetti certificati presenti sul mercato, il sistema Mybox si distingue nel raggiungimento delle più alte prestazioni in termini di rendimento termico e acustico.

Come si può notare dal confronto delle due immagini, è evidente come nel primo caso ci siano ancora dispersioni energetiche che vanno a raffreddare il cassonetto e la muratura, mentre nel secondo le dispersioni sono ridotte al minimo, garantendo delle ottime prestazioni.   

Questa soluzione è ideale in caso di ristrutturazione edilizia, in quanto il vecchio cassonetto viene sostituito integralmente, velocemente, senza opere murarie e senza sporcare o provocare disagi. Grazie al suo potere isolante con elevata tenuta all’aria elimina spifferi, umidità e condensa, contrastando l’insorgere delle muffe.

Climapac MYBOX

Fig. 4 Esempio di cassonetto Mybox dalle elevate prestazioni di isolamento termico e acustico

 

L’ultimo sistema che vogliamo analizzare è una soluzione dalle prestazioni top: cassonetto Mybox a solaio (o a soffitto). Si tratta di un sistema davvero innovativo che non ha eguali a livello di prestazioni termiche. In questo caso la trasmittanza termica del cassonetto raggiunge un valore di pari a U=1,05 W/m2K.

Mybox a soffitto contribuisce al risparmio energetico, grazie a delle prestazioni uniche e difficilmente raggiungibili da altri sistemi. Proprio per questo l’investimento si ripaga nel giro di pochi anni.

termografica di una nuova finestra performante abbinata al cassonetto certificato Myboxtermografica di una nuova finestra performante abbinata al cassonetto certificato Mybox a soffitto

Fig. 5: A sinistra possiamo vedere l’immagine termografica di una nuova finestra performante abbinata al cassonetto certificato Mybox ad elevato isolamento termico e acustico, con una temperatura ambientale interna di 20°C e una condizione esterna di 0°C. A destra possiamo vedere l’immagine termografica di una nuova finestra performante abbinata al cassonetto certificato Mybox a soffitto dall’elevatissimo isolamento termico e acustico, con una temperatura ambientale interna di 20°C e una condizione esterna di 0°C.

 

Tabella comparativa tra le diverse soluzioni di cassonetti

Di seguito rimettiamo la tabella comparativa a livello di prestazioni delle diverse soluzioni dei cassonetti che abbiamo precedentemente analizzato.

Tipologia SoluzioneValore Trasmittanza Termica Cassonetto (U)Trasmittanza termica certificataImmagine termografica
Vecchio Cassonetto di legno o alluminio (anni ’60 – ’80) con vecchia finestra3,50 W/m2KNOFig. 2 sx
Cassonetto coibentato con sistema tradizionale con nuova finestra2,39 W/m2KNOFig. 2 dx
Nuovo Cassonetto certificato con nuova finestra1,66 W/m2KSI
Fig. 3 sx
Nuovo Cassetto My Box certificato con nuova finestra1,40 W/m2KSIFig. 3 dx
Nuovo Cassonetto My Box a soffitto certificato con nuova finestra1,05 W/m2KSIFig. 5 dx

 

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