Ristrutturare casa gratis potrebbe essere un ottimo incentivo per la ripresa del settore edilizia nella Fase 2. La sostenibilità ambientale sarà la chiave per contrastare sia i cambiamenti climatici ma anche la crisi economica dopo le devastanti conseguenze causate dalla pandemia da Coronavirus.

La prima comunicazione di detrazioni fiscali rafforzate è stata annunciata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo scorso 30 aprile 2020 parlando proprio di “sconti pari al costo pressoché totale dei lavori”. Ieri invece, 13 maggio 2020, è finalmente uscito il decreto definitivo.

Attualmente l’Ecobonus prevede una detrazione del 50% o del 65% in base alla tipologia di intervento. Con l’Ecobonus in condominio si può arrivare ad ottenere un rimborso del 75% in dieci anni e con il Sismabonus un rimborso dell’85% in cinque anni.

Il nuovo decreto legge prevede invece che per gli interventi svolti dal 1° luglio 2020 fino alla data di scadenza fissata al 31 dicembre 2021, le agevolazioni di Ecobonus e Sismabonus saranno allineate per la percentuale di detrazione totale sia per gli interventi di efficientamento energetico sia per quelli di messa in sicurezza antisismica, con tempi di rimborso di 5 anni con rate di pari importo.

L’aliquota del 110% tuttavia, è tassativamente subordinata al miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, da certificare con APE o con il raggiungimento della classe energetica più elevata.

Quali sono gli interventi che rientrano nell’Ecobonus al 110%

Per rilanciare l’edilizia, il Governo rinforza Ecobonus e Sismabonus con:

  • aumento della percentuale di detrazione fino al 110%;
  • incentivi utilizzabili a partire dal 1° luglio 2020;
  • scadenza degli incentivi prolungata fino al 2021;
  • riduzione da 10 a 5 anni per il tempo di recupero della detrazione;

e altre misure per incentivare i lavori di riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici, come ad esempio il potenziamento dello sconto in fattura e la cessione del credito alle banche.

Rientrano nel decreto di maggio con detrazione del 110%, fatto salvo il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio (con certificazione APE) o che consentono di raggiungere la classe energetica più alta, gli interventi sotto descritti:

  • gli interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali. Esse devono avere, rispetto all’involucro dell’edificio, un’incidenza maggiore del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo. La detrazione può essere calcolata sul totale dei costi fino al massimo di 60.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. I materiali isolanti che si utilizzano dovranno rispettare i criteri ambientali minimi(CAM).
  • gli interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe energetica A, con pompa di calore, inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, come impianti di microcogenerazione.
    La detrazione può essere calcolata sul totale dei costi al massimo di 30.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio ed è applicabile anche per le spese legate allo smaltimento dell’impianto sostituito.
  • gli interventi su edifici singoli per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, inclusi impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, come impianti di microcogenerazione. La detrazione può essere calcolata sul totale dei costi al massimo di 30.000 euro ed è riconosciuta anche per le spese legate allo smaltimento dell’impianto sostituito.

Dunque si parla di:

  • interventi strutturali e di riqualificazione energetica dell’involucro edilizio, anche quelli minori se compiuti contestualmente, come ad esempio i lavori compresi nel bonus facciate;
  • pannelli solari, caldaie a condensazione, scaldacqua a pompa di calore, micro-cogeneratori, caldaie a biomasse, impianti di riscaldamento a pavimento.

Il Sismabonus invece si applica agli interventi destinati alla messa in sicurezza antisismica degli edifici situati in zona sismica 1, 2 e 3 con l’obiettivo di migliorarne la classe di rischio sismico.

Ecobonus al 110% per infissi e schermature solari: si, ma…

L’acquisto e la posa in opera di serramenti, schermature solari e relativi componenti, può rientrare negli interventi previsti dal decreto con detrazione al 110% solo se fatti contestualmente agli altri interventi sopra citati ai punti 1, 2 e 3. Sempre assicurando il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, o dove non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, dimostrandolo tramite l’attestato di prestazione energetica (APE).

L’obiettivo del Governo consiste dunque nel facilitare interventi complessivi, composti cioè da vari lavori compiuti contestualmente sull’edificio.

Chi può accedere all’ Ecobonus e Sismabonus fino al 110% e con che modalità

La detrazione del 110% è destinata alle persone fisiche, non nell’esercizio di imprese, arti o professioni, ai condomini e agli IACP e non spetta se le spese fanno riferimento ad interventi su edifici singoli non adibiti ad abitazione principale.

Per i contribuenti privi di liquidità necessaria invece è prevista una alternativa alla detrazione vera e propria. Questi potranno optare infatti per lo sconto immediato in fattura, dove il fornitore dovrà anticipare sotto forma di sconto il 100% del costo dei lavori. Quest’ultimo tuttavia riceverà in cambio un credito di imposta pari al 110%.

Introdotto nel 2019, il meccanismo dello sconto in fattura non aveva dato buoni risultati. Varie aziende infatti non disponendo della capienza sufficiente per metterlo in pratica, sostengono che questa modalità penalizzi le piccole realtà, a vantaggio di quelle grandi. In questo caso però, le imprese potrebbero essere attirate dal rimborso maggiore rispetto alla quota anticipata.

Altra possibilità infine, disponibile per tutti i contribuenti, prevede di cedere il credito corrispondente alla detrazione alle banche o ad altri intermediari finanziari.

Esempio con soglie massime di detrazione

Esempio: se il signor Mario effettua lavori che ricadono negli interventi considerati dal decreto per un totale di 10 mila euro, riceverà alla dichiarazione dei redditi una detrazione pari al 110% della fattura (in questo caso dunque 11 mila euro), da utilizzare in compensazione per 2200 euro l’anno in cinque dichiarazioni. I lavori agevolati, che sono preclusi alle imprese (ma non alle associazioni, alle fondazioni e a chi opera nel terzo settore, dove il credito d’imposta previsto è il 100%), hanno delle soglie massime:

  • fino a 60 mila euro per numero di unità immobiliari (nel caso di abitazioni in condominio) per interventi di isolamento termico;
  • fino a 30 mila euro per numero di unità immobiliari per quelli sulle parti comuni e sulla climatizzazione;
  • fino a 10 mila euro per numero di unità immobiliari per quelli sulle caldaie a gasolio (almeno di classe A);
  • fino a 48 mila euro, o 2.400 euro per Kwh di potenza nominale, per gli impianti fotovoltaici.

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