Il radon è un gas radioattivo inodore ed incolore che deriva dal decadimento radioattivo dell’uranio presente in natura nel suolo e nell’acqua. Il radon esala dal suolo e penetra nelle abitazioni tramite le microfratture e le fessurazioni presenti nelle murature e nelle fondamenta degli edifici, salendo attraverso l’effetto camino, concentrandosi negli ambienti indoor non ventilati e arrivando quindi ai polmoni tramite la respirazione. Il radon si accumula nei polmoni e continua il suo decadimento radioattivo, quindi cancerogeno: infatti è una delle principali cause di tumore al polmone, causando circa 3’000 morti all’anno solo in Italia.

L’EPA (Agenzia Americana per l’Ambiente) definisce 148 Bq/m3 (Bequerel per metro cubo) il limite oltre il quale e’ adottare tecniche di riduzione del Radon. La Comunità Europea ha determinato tale soglia in 200 Bq/m3 per le nuove costruzioni e 400 Bq/mc per le abitazioni esistenti, ma si tratta di un’indicazione senza valore normativo.

Il metodo più efficace per eliminare i rischi derivanti da alte concentrazioni di radon è la ventilazione continua degli ambienti.